Per una Medicina Estetica all’avanguardia e senza dolore

Per una Medicina Estetica all’avanguardia e senza dolore

Roberto Dell’Avanzato, Per una Medicina Estetica all’avanguardia e senza dolore. La mia esperienza di lavoro con un innovativo device elettronico e con nuovi protocolli S.H.A.P.E., in “Amica Bellezza”, dicembre 2016.

Il comfort del paziente durante i trattamenti medico-estetici è di importanza fondamentale. La percezione del dolore o, comunque, una sensazione di fastidio possono provocare ansia, specialmente nei pazienti che per la prima volta si sottopongono a un trattamento iniettivo con acido ialuronico. Per evitare questo inconveniente è oggi possibile ricorrere a un approccio innovativo. Si tratta di un device elettronico, cordless, simile a una “penna”, che, grazie alla sua tecnologia brevettata, permette al medico di mantenere, durante l’applicazione dei gel a base di acido ialuronico (filler e biorivitalizzanti), un flusso omogeneo e una velocità costante senza picchi di pressione.

Il device in questione consente di scegliere fra 3 differenti velocità di iniezione, a seconda della profondità del trattamento: slow speed, per rughe superficiali e zone delicate come il contorno occhi; medium speed, per riempire rughe di profondità moderata o intermedia; fast speed, per iniezioni profonde.

In occasione dell’AMWC 2016 di Montecarlo ho presentato uno studio finalizzato a verificarne l’efficacia nel migliorare il comfort dei pazienti e, più in generale, nella capacità di incidere positivamente sull’esperienza del trattamento medico-estetico. In quella sede ho portato i risultati di un trial da me condotto per un periodo di 10 mesi, nel quale ho coinvolto un totale di 285 pazienti: maschi e femmine con un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, che avessero ricevuto almeno una iniezione manuale di acido ialuronico nei 12 mesi precedenti.

Durante il trial sono stati usati, a seconda dei casi, 6 tipi differenti di gel a base di acido ialuronico: un acido ialuronico non-crosslinkato (biorivilitalizzante con complesso dermoristrutturante); un acido ialuronico semi-crosslinkato (filler studiato specificatamente per il trattamento del contorno occhi); e 4 filler RHA “dinamici” di ultima generazione. Dopo l’iniezione, ai pazienti è stato chiesto di completare un questionario relativo a paura, dolore e comfort, in rapporto ovviamente al precedente trattamento iniettivo con siringa tradizionale. Il questionario conteneva anche domande relative alla naturalezza del risultato estetico e a eventuali effetti collaterali (rossori, lividi, ecc.).

I risultati raccolti hanno evidenziato una più che significativa preferenza per il device elettronico rispetto all’iniezione tradizionale. In dettaglio, l’87% del totale dei pazienti ha riscontrato meno dolore grazie all’uso del device, mentre solo il 3% di loro ha espresso la propria preferenza per il trattamento manuale e il 10% non ha rilevato differenze significative. Parallelamente al dolore, i dati dimostrano che anche la paura dell’iniezione cala in maniera drastica grazie al device: la pensano così il 92% dei pazienti, mentre il 6% non percepisce differenze e solo il 2% è più spaventato dal device che dalla siringa tradizionale. In modo simile, anche per quello che concerne il comfort complessivo della procedura e la valutazione di lividi o rossori, l’83% dei pazienti ha espresso la propria preferenza per il trattamento con device, il 14% non ha rilevato differenze di rilievo e il 3% ha continuato a preferire il trattamento manuale.

Per finire, ben il 98% dei pazienti interrogati ha espresso il desiderio di affidarsi al device per il prossimo trattamento medico-estetico, promuovendo senza incertezze questa importante innovazione tecnologica, che ha incontrato dunque, alla prova dei fatti, la loro piena soddisfazione.

Come si accennava all’inizio, la spiegazione di questi risultati – che vanno a confermare e corroborare il trial europeo condotto nel 2014 (Kantar Health, 2014, Report N°40HB64) – risiede nella possibilità da parte del medico di controllare più efficacemente, grazie al dispositivo elettronico, la regolarità del flusso di acido ialuronico durante l’iniezione, indipendentemente dalla resistenza offerta dal tessuto o dalla viscosità del gel. L’omogeneità del flusso di prodotto, insieme alla pressione costante con la quale viene iniettato (la mano non deve più esercitare alcuna forza, evitando così picchi di pressione), consente di ridurre il dolore percepito dal paziente, di aumentarne il comfort, limitando altresì al minimo la possibilità che si producano micro-traumi nelle aree problematiche del viso (naso, area periorbitale, contorno labbra).

Per tutte queste ragioni, nella mia quotidiana esperienza clinica il device ha quasi completamente sostituito la tradizionale iniezione manuale, soprattutto nelle aree più delicate e difficili da trattare (labbra, tear troughs, naso e tempie) o per piccole correzioni nelle quali l’iniezione manuale è più complessa. Posso anticipare in questa sede che il follow-up a 18 mesi appena terminato, su un campione di 396 pazienti, e che presenterò al Congresso AMEC di Parigi (21-22 ottobre 2016), permette di confermare quanto precedentemente esposto, mostrando anzi un ulteriore miglioramento delle percentuali a favore del device.

Oltre ai risultati comprovati in termini di minor dolore e maggiore comfort, il nuovo strumento iniettivo dimostra un’ulteriore qualità, quella di favorire anche trattamenti innovativi rispetto al passato. Lo confermano i nuovi Protocolli di lavoro “smart”, che ho calibrato per la durata di un weekend, e che sono ispirati a un concetto di grande flessibilità intorno alle esigenze del paziente: “La bellezza non va in vacanza. La porti in vacanza”.

Si tratta, in dettaglio, di 3 protocolli per tutte quelle pazienti che desiderano dedicarsi alla cura della propria bellezza anche in vacanza, differenziati sulla base della severità del fotoaging (lieve-moderato, avanzato e severo):

  • Per il fotoaging lieve-moderato (25-40 anni), l’obiettivo è quello di innescare la ridensificazione cutanea e cancellare, se presenti, i primi segni del tempo. Il trattamento prevede l’applicazione di una fiala (1 ml) di un esclusivo biorivitalizzante con complesso dermoristrutturante, che nei casi di fotoaging lieve (25-30 anni) è sufficiente a dare un risultato visibile e un’ottima luminosità, donando alla paziente un aspetto più fresco e curato. Se necessario, per fotoaging moderato (dopo i 30 anni), si può ricorrere a distanza di 3 giorni, sulle aree in cui si evidenzia la presenza di rughe sottili, a un trattamento mirato con filler RHA “dinamico” (una fiala da 1 ml: 0,5 ml per emiparte del viso).
  • Nel caso di fotoaging avanzato (indicativamente tra i 40 e i 60 anni), l’obiettivo complessivo diventa quello di: correggere le rughe medio-profonde associate a un iniziale ma progressiva perdita di elasticità del viso; potenziare l’effetto volume e preservare il filler dalla degradazione per un effetto long-lasting; innescare la ridensificazione dermica. In questi casi propongo, in un’unica sessione, un trattamento con filler RHA “dinamico” (una fiala da 1 ml: 0,5 ml per emiparte del viso), più un trattamento rinforzato con il biorivitalizzante (due fiale da 1 ml su viso, collo e decolleté), per sostenere l’azione riempitiva del filler. Come dimostra un’ampia bibliografia, infatti, l’acido ialuronico libero ha un picco di utilizzo massimo da parte del derma a 48 ore dall’iniezione, con incremento del 30% dell’attività dei fibroblasti. Quindi dopo 2 giorni dal trattamento, il derma è in intensa attività metabolica: aumenta la sintesi di collagene, elastina ed acido ialuronico e fornisce acqua libera all’acido ialuronico cross-linkato, preservandolo più a lungo dalla degradazione.
  • Infine, nel caso di fotoaging severo (pazienti over 60), occorre agire per correggere le rughe profonde, solitamente associate a un forte cedimento strutturale del tessuto cutaneo, e favorire un rimodellamento dell’ovale del viso. Come in precedenza, bisogna preoccuparsi anche di potenziare l’effetto volume nei giorni successivi al trattamento, preservando il filler dalla degradazione per un effetto long-lasting, innescare la ridensificazione cutanea e riattivare la cute fortemente invecchiata. A questo scopo, in un’unica sessione, propongo un trattamento con filler RHA “dinamico” (due fiale da 1 ml: 1 ml per emiparte del viso), più l’applicazione del biorivitalizzante con complesso dermoristrutturante (due fiale da 1 ml,  su viso, collo e decolleté). In questo modo si ha una doppia azione d’urto sull’invecchiamento severo: l’iniezione simultanea consente un immediato effetto riempitivo (dovuto al filler dinamico) a cui segue, nei giorni successivi, un’azione sinergica fra l’acido ialuronico libero (del biorivitalizzante) e quello cross-linkato del filler.

Questi protocolli rappresentano, nel complesso, una “ridensificazione dinamica” ad effetto reshaping, dove il filler “dinamico” volumizza e il biorivitalizzante con complesso dermoristrutturante ridensifica, potenzia e mantiene l’effetto volume. L’approccio full-face si completa con la valutazione dei profili e dei volumi (labbra, zigomi, tear trough, naso, tempie, sopracciglia, contorno mandibolare…) per un trattamento globale a 360° dato sia dall’innovativo device, sia dai nuovi protocolli personalizzati, rapidi, sicuri, efficaci, con una bellezza che torna a sbocciare.

Dott. Roberto Dell’Avanzato

Specialista in Chirurgia, Medicina Estetica e Chirurgia Estetica
Responsabile Medicina Estetica, Dipartimento Medico Espace Chenot Health Wellness & Spa - L’Albereta Relais & Chateaux - Erbusco (BS)
http://www.dellavanzatoroberto.it 

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